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Nuove professioni digitali: il ruolo dei profili umanistici

Se da un lato il digitale è sempre più presente nella quotidianità di ciascuno, dall’altro scarseggia la disponibilità di profili formati per occuparsene, in tal senso le aziende hanno iniziato sempre più ad ampliare lo sguardo e soffermarsi su profili che abbiano ricevuto una formazione sui temi del digitale pur possedendo un background non propriamente tecnico.

Le testimonianze delle referenti intervenute durante il webinar di apertura di AL Lavoro Milano, dimostrano quanto la strada del digitale abbia iniziato ad essere percorsa anche da profili provenienti dall’ambito umanistico, che avessero avuto contatti con il digitale nel loro percorso formativo.

Cristina Sottotetti (Head of career service and industrial relations presso Università IULM) ha evidenziato quanto siano aumentate le richieste da parte delle aziende verso profili di questo tipo, in particolare laureati magistrali, che risultano dal loro punto di vista completi.

Il mercato del lavoro sembra richiedere sempre più profili specializzati nella creazione dei contenuti e nella sostenibilità, nelle sue varie accezioni, lo conferma Maria Raffaella Caprioglio (Presidente di Umana), che, raccontando la propria esperienza, sottolinea quanto sia importante il dialogo tra formazione e mondo del lavoro, per capire come la prima possa fornire i giusti strumenti.

Elena Panzera (Senior Vice President Human Resources EMEA & AP - SAS e Presidente AIDP Lombardia) sottolinea quanto sia cresciuta l'importanza dei profili umanistici per le aziende, in particolare grazie al digitale che sta dando loro una rinnovata spinta. I profili umanistici sono fondamentali per esempio nell'ambito dell'intelligenza artificiale, dove nel futuro la programmazione, così come la intendiamo oggi, verrà sempre più presa in carico dalle macchine, che però non potranno fare proprie delle competenze specificamente umanistiche. Tanti profili tecnici diventeranno obsoleti se non faranno accresceranno delle competenze che trascendono la tecnica: creatività, collaborazione, capacità comunicative.

Inoltre i laureati umanistici possiedono una preparazione particolarmente avanzata sulle soft skills, che contribuisce a fare la differenza soprattutto quando la persona entra in azienda.

A tal proposito le imprese ritengono sempre più importante aderire a progetti che coinvolgano laureati in ambito umanistico in attività legate al digitale, già a partire dall’università. Lo testimonia Federica Pinochi (Marketing & Communications Senior Expert e Recruiting Manager presso Benefind), che, con la sua azienda, è per il secondo anno consecutivo partner di Human Capital Management, un percorso, progettato da Università di Siena e AlmaLaurea, volto ad arricchire la formazione umanistica dei partecipanti con conoscenze digitali e di sostenibilità.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Francesca Vannucchi (HR recruiter presso BIP), che ribadisce l’importanza della contaminazione dei saperi, vera portatrice di valore al gruppo di lavoro. In particolare raccontando l’esperienza del progetto Bootcamp, un progetto di formazione creato in collaborazione con PoliMi e destinato a laureandi in ambito umanistico, linguistico che abbiano voglia di intraprendere un percorso in ambito digitale nel settore della consulenza.

Nel futuro dei laureati in ambito umanistico le relatrici vedono senza dubbio il digitale ma “complessità” sarà la parola d’ordine, oltre all’attenzione sull’importanza delle soft skills, occorrerà quindi una formazione appropriata per garantire valore alle imprese, valore che non deve essere legato solo all’aspetto economico ma alla dimensione relazionale, collegamento, la visione critica, provenienti in particolare da laureati in ambito umanistico.

 

 

Nuove professioni digitali: il ruolo dei profili umanistici

Sono intervenuti:

Maria Raffaella Caprioglio - Presidente di Umana

Elena Panzera - Senior Vice President Human Resources EMEA & AP - SAS
e Presidente AIDP Lombardia

Federica Pinochi - Marketing & Communications Senior Expert
e Recruiting Manager presso Benefind

Cristina Sottotetti - Head of career service and industrial relations presso Università IULM

Francesca Vannucchi - HR recruiter presso BIP

 


 

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