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Informatici per la cultura

A Modena e Reggio Emilia si studia l'informatica per la valorizzazione dei beni culturali. Iscrizioni aperte fino al 18 febbraio

 

Restituire identità al nostro patrimonio culturale per non perderlo. Da questo assunto è partita tre anni fa la professoressa Elena Corradini per realizzare il primo e unico master presente in Italia in Catalogazione informatica per la valorizzazione dei beni culturali.
Un corso post laurea di primo livello della facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia
realizzato in convenzione con il Ministero dei beni culturali e Enea. “Lo scopo- spiega la direttrice del master- è documentare, registrare e catalogare a livello informatico tutti i beni culturali presenti a livello nazionale, materiali e immateriali: è il solo modo per tutelare e valorizzare la nostra cultura”.

Come e perché nasce il master in catalogazione dei beni culturali?
“Il master ha preso avvio da un’esigenza di conoscenza del mondo dei beni culturali. Conoscenza che per forza di cose passa attraverso la catalogazione del patrimonio culturale del nostro paese con le sue molteplici diversificazioni. Ovvero, attraverso una sua corretta gestione e valorizzazione. In questo senso, uno dei nostri primi obiettivi è formare delle persone ad hoc con le competenze tecniche e culturali necessarie a trasferire a livello informatico tutta la documentazione cartacea presente in materia: nelle soprintendenze, nei musei, nelle Fondazioni, nei comuni, nelle province. Infine, si impara a elaborare e redigere schede di catalogo per il restante patrimonio culturale. Il che eviterebbe l’oblio dei beni culturali nazionali".

Quindi, l'obiettivo del master"
L’obiettivo è creare, attraverso il Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC), realizzato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è creare una Banca dati nazionale, un sistema informatico generale dove sono raccolti tutti i beni culturali, secondo le loro differenziate tipologie, come già accade per i beni archivistico librari con l’Opac”.

Che figure si propone di formare il master?
“Il master intende preparare dei professionisti con un’ottima conoscenza in materia di documentazione informatica. Responsabili per i centri di documentazione che sappiano raccogliere, organizzare e diffondere, sia all'interno che all'esterno di musei, soprintendenze, fondazioni, istituzioni e associazioni culturali, la documentazione relativa al nostro patrimonio culturale. Il punto di svolta è che imparano a farlo utilizzando strumenti informatici di ultima generazione: la definizione di questa figura professionale si fonda su  recenti documenti dell'Ictop, Comitato internazionale per la formazione del personale dell'International Council of Museums: ovvero Linee guida per lo sviluppo delle professioni museali e Carta delle professioni museali in Italia e in Europa”.

Chi può inscriversi al master?
“Le iscrizioni sono aperte a tutti gli indirizzi di laurea triennale, scientifici, letterari, economici o architettonici perché il master non offre una formazione specifica, tarata su di un solo settore. Ma abbraccia tutto il sistema culturale italiano. Dai beni materiali a quelli immateriali: dall’opera d’arte al reperto archeologico, dal palazzo antico al festival cittadino. Ai nostri studenti insegniamo in altre parole una metodologia, un modello informatico di catalogazione valido per ogni tipo di bene culturale trattato. In particolare poi ogni studente viene aiutato a finalizzare gli studi, attraverso il progetto di tesi e lo stage”.

Come formate queste figure professionali?
“A lezione, attraverso i laboratori e via e-learnig grazie alla piattaforma messa a disposizione da Enea, gli studenti imparano sia  a utilizzare il Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC) sia a conoscere tutte le forme tipiche di strutturazione delle reti culturali già presenti in Europa o a livello internazionale. Studiano come sviluppare sistemi informativi e di comunicazione digitale nell’ottica di una corretta gestione e diffusione del patrimonio culturale. Il tutto sulla base dei modelli nazionali elaborati dal Sistema informativo generale del catalogo (Sigec)".

Di che cosa si tratta?
“E’ un sistema di acquisizione informatica standardizzata dei dati che permette di gestire in modo integrato tutte le conoscenze inerenti al patrimonio culturale. A seconda delle differenti tipologie di beni culturali, vengono infatti utilizzati di volta in volta specifici modelli di scheda per la catalogazione. Si lavora anche sulla georeferenziazione che consente di utilizzare la cartografia informatica per ubicare e individuare il patrimonio culturale nei contesti territoriali. Da quest’anno inoltre grazie alla collaborazione con la nostra facoltà di Giurisprudenza gli iscritti impareranno anche a individuare, sempre attraverso la descrizione informatizzata, i beni culturali giuridicamente tutelati sia in ambito nazionale che regionale. Un modulo nuovo, indirizzato alla conoscenza del diritto in materia di gestione e archiviazione dei beni culturali finalizzato alla tutela e valorizzazione dei beni stessi”.

Gli studenti dove possono effettuare lo stage?
“Per tre mesi i ragazzi sono tenuti a seguire un tirocinio in un museo, Fondazione, istituzione culturale del settore scelta anche in base al loro indirizzo di laurea. Non solo, ma hanno anche la possibilità di andare per una settimana nei laboratori del Ministero dei Beni culturali per vedere da vicino come si lavora nell’ambito della documentazione informatica”.

Come sono andate le precedenti edizioni?
“Siamo arrivati alla terza edizione con un numero crescente di iscritti. Alcuni dei nostri laureati dopo il master hanno trovato lavoro negli assessorati alla cultura, nei musei, nelle sovraintendenze e negli uffici di competenza territoriale destinati alla gestione del patrimonio artistico, scientifico, archeologico e affini. Tuttavia, nonostante i risultati positivi raggiunti dal nostro corso, su questo fronte c’è ancora molto da fare: dobbiamo sensibilizzare le istituzioni, gli enti e in generale i cittadini sull’importanza di una documentazione informatizzata dei beni culturali standardizzata sull’intero territorio nazionale,. Le opere d’arte e in generale tutto il nostro patrimonio culturale può essere salvato solo così”.

 

Dati relativi all’edizione 2010
Scadenza delle iscrizioni:
18 febbraio 
Numero degli iscritti: massimo 50
Costo: 3mila euro
Per informazioni
Prof. Elena Corradini

e-mail corradini.elena@unimore.it 
Referente Dott.ssa Silvia Rossi
e-mail silvia.rossi@unimore.it
sito del master: http://www.unimore.it/offertaformativa/smaster.html?ID=95

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